Quanto Costa Davvero

Quanto costa registrare un contratto di affitto?

Registrare un contratto di affitto può costare zero se si sceglie la cedolare secca, che azzera imposta di registro e di bollo. Nel regime ordinario si paga invece il 2% del canone annuo (minimo 67 euro) più 16 euro di bollo ogni quattro facciate, di solito diviso a metà fra proprietario e inquilino.

Risposta verificabile

Registrare un contratto di affitto può costare zero se si sceglie la cedolare secca, che azzera imposta di registro e di bollo. Nel regime ordinario si paga invece il 2% del canone annuo (minimo 67 euro) più 16 euro di bollo ogni quattro facciate, di solito diviso a metà fra proprietario e inquilino.

Quanto costa registrare un contratto di affitto?
100 € / contratto
0 € – 300 €
Italia
23 luglio 2026
Confidenza: Alta
Imposta di registro sul canone, nel solo regime ordinario; Imposta di bollo sulle copie del contratto, nel solo regime ordinario; Registrazione telematica gratuità tramite il modello RLI dell'Agenzia delle Entrate
Compenso di CAF, commercialista o agenzia se non registri da solo; Eventuale imposta sostitutiva della cedolare secca, che è una tassa sul reddito, non un costo di registrazione; Deposito cauzionale e prima mensilità, che non sono costi di registrazione
La scelta fra cedolare secca e regime ordinario; L'importo del canone annuo, su cui si calcola il 2 per cento; Il numero di pagine e di copie del contratto, che moltiplica il bollo; Se registri da solo o tramite un intermediario a pagamento
2 fonti

Risposta breve

Il costo della registrazione dipende quasi interamente da una scelta fiscale: con la cedolare secca è gratis, senza si paga ogni anno una percentuale del canone.

La registrazione di un contratto di locazione è uno di quei costi in cui la cifra da pagare la decidi tu, scegliendo il regime fiscale, molto più di quanto la decida un tariffario. La legge impone di registrare presso l'Agenzia delle Entrate ogni contratto di durata superiore a trenta giorni complessivi nell'anno, ma quanto costa farlo dipende dall'opzione: con la cedolare secca — l'imposta sostitutiva sui redditi da locazione — non si pagano né l'imposta di registro né quella di bollo, come conferma la scheda ufficiale dell'Agenzia. Nel regime ordinario, invece, si paga il 2 per cento del canone annuo ogni anno, con un minimo di 67 euro, più le marche da bollo sulle copie del contratto. Questa guida tiene separate le due strade, perché confonderle è il modo più rapido per sbagliare il conto.

Cosa è incluso

  • Imposta di registro sul canone, nel solo regime ordinario
  • Imposta di bollo sulle copie del contratto, nel solo regime ordinario
  • Registrazione telematica gratuità tramite il modello RLI dell'Agenzia delle Entrate

Cosa non è incluso

  • Compenso di CAF, commercialista o agenzia se non registri da solo
  • Eventuale imposta sostitutiva della cedolare secca, che è una tassa sul reddito, non un costo di registrazione
  • Deposito cauzionale e prima mensilità, che non sono costi di registrazione

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: Registrare un contratto di affitto
Imposta di registro (solo regime ordinario)Il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 euro, dovuto ogni anno se non si sceglie la cedolare secca. Si divide di norma a metà fra proprietario e inquilino.Opzionaleall'anno67 €67 €200 €
Imposta di bollo (solo regime ordinario)Una marca da 16 euro ogni quattro facciate o cento righe di ciascuna copia del contratto. Anche questa è azzerata dalla cedolare secca.Opzionaleuna tantum16 €16 €100 €
Compenso di un intermediarioChi non registra da solo tramite il modello RLI online paga un CAF, un commercialista o un'agenzia per farlo. È la voce più variabile.Opzionaleuna tantum0 €0 €200 €

Da cosa dipende il prezzo

  • La scelta fra cedolare secca e regime ordinario
  • L'importo del canone annuo, su cui si calcola il 2 per cento
  • Il numero di pagine e di copie del contratto, che moltiplica il bollo
  • Se registri da solo o tramite un intermediario a pagamento

Costi nascosti

  • Il 2 per cento del canone va pagato ogni anno, non solo alla firma: chi lo dimentica rischia sanzioni
  • Nel regime ordinario le marche da bollo aumentano con il numero di pagine e di copie del contratto
  • La registrazione tardiva comporta sanzioni e interessi che superano l'imposta stessa

Come risparmiare

  1. Valuta la cedolare secca: se ti conviene sul reddito, azzera del tutto il costo di registrazione, registro e bollo compresi.
  2. Registra da solo con il modello RLI sul sito dell'Agenzia delle Entrate: la registrazione telematica non ha costi di servizio.
  3. Se scegli il regime ordinario, ricorda che l'imposta di registro annuale conviene spesso pagarla in un'unica soluzione per l'intera durata, con uno sconto rispetto al pagamento anno per anno.
  4. Registra entro trenta giorni dalla firma: il costo di una registrazione tardiva è fatto quasi tutto di sanzioni evitabili.

Domande frequenti

Con la cedolare secca la registrazione è davvero gratuità?

Sì, per la parte di registrazione. La scheda dell'Agenzia delle Entrate dice esplicitamente che con la cedolare secca non si pagano l'imposta di registro e quella di bollo dovute per la registrazione, la risoluzione e la proroga del contratto. Attenzione a non confondere: la cedolare secca è comunque una tassa sul reddito da locazione, che il proprietario paga sul canone incassato. È azzerato il costo di registrazione, non la tassazione del reddito.

Nel regime ordinario chi paga, il proprietario o l'inquilino?

L'imposta di registro nel regime ordinario è dovuta in solido da entrambi, e per prassi consolidata si divide a metà fra proprietario e inquilino, salvo diverso accordo scritto nel contratto. Il bollo segue di norma la stessa logica. Chi versa materialmente può essere uno solo, ma la legge considera responsabili entrambe le parti.

Quanto costa il bollo su un contratto di affitto?

Nel regime ordinario serve una marca da bollo da 16 euro ogni quattro facciate scritte o ogni cento righe, per ciascuna copia del contratto da registrare. Un contratto breve su due copie può quindi richiedere 32 euro di bollo, uno più lungo di più. Con la cedolare secca il bollo non è dovuto.

Posso registrare il contratto da solo senza pagare un'agenzia?

Sì. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello RLI per la registrazione telematica, utilizzabile online senza costi di servizio: si pagano solo le eventuali imposte del regime ordinario, o nulla in cedolare secca. Il compenso di un CAF, di un commercialista o di un'agenzia è del tutto facoltativo e riguarda solo l'assistenza, non un obbligo di legge.

Cosa succede se registro in ritardo?

La registrazione va fatta entro trenta giorni dalla stipula. Oltre quel termine si applicano sanzioni e interessi che, per un contratto ordinario, superano spesso l'imposta stessa: è il caso in cui il costo reale della registrazione esplode rispetto a quello ufficiale, ed è interamente evitabile registrando nei tempi.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

L'esenzione da registro e bollo in cedolare secca è ripresa testualmente dalla scheda informativa dell'Agenzia delle Entrate. Gli importi del regime ordinario — 2 per cento del canone con minimo di 67 euro e marca da bollo di 16 euro ogni quattro facciate o cento righe — sono quelli previsti dalla normativa sull'imposta di registro e di bollo per le locazioni, richiamati dalla stessa scheda per il regime ordinario. Il compenso di un eventuale intermediario non è un importo amministrato: è espresso come fascia di mercato osservata e non come dato rilevato.

Perché questa confidenza

Confidenza alta sull'impianto: l'esenzione in cedolare secca e la struttura del regime ordinario derivano dalla scheda ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. La fascia di prezzo complessiva resta ampia perché dipende dal canone, dal numero di copie e dall'eventuale compenso di un intermediario, che non è un importo amministrato.

  1. Con la cedolare secca non si pagano imposta di registro e imposta di bollo dovute per la registrazione del contratto

    Cedolare secca — scheda informativa (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 23 luglio 2026

    Scheda ufficiale dell'Agenzia delle Entrate consultata il 23 luglio 2026: conferma l'esenzione da registro e bollo per i contratti in cedolare secca.

    Autorevolezza5/5

  2. Regime ordinario: imposta di registro sul canone e imposta di bollo sulle copie del contratto

    Registrazione di un nuovo contratto — regime ordinario (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 23 luglio 2026

    Scheda ufficiale sul regime ordinario, richiamata dalla stessa Agenzia come riferimento per gli importi di registro e bollo quando non si sceglie la cedolare.

    Autorevolezza5/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 23 luglio 2026, con l'esenzione in cedolare secca verificata sulla scheda ufficiale dell'Agenzia delle Entrate e gli importi del regime ordinario tratti dalla normativa su registro e bollo per le locazioni.

23 luglio 2026
23 luglio 2026
23 gennaio 2027

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